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E' appena uscito un live che sancisce il ritorno sulle scene da parte dei Delirium, uno dei gruppi più noti per quanto riguarda il progressive rock italiano. Questo album live porta il titolo di "Vibrazioni notturne" ed è un disco che ci fa ritornare alle atmosfere anni '70 e che non manca di stupire per la bellezza delle 13 tracce presenti. Nati sul finire degli anni '60 con il nome di Sagittari, i Delirium (Ettore Vigo, Tastiere – Peppino di Santo, Batteria e Voce – Mimmo di Martino, Chitarra acustica – Marcello Reale, basso) adottano la sigla definitiva con l'ingresso di Ivano Fossati, nel 1970. Nel 1971 realizzano il loro primo album "Dolce Acqua: morbide atmosfere acustiche, sognanti ballate in un'azzeccata miscela di rock, folk e jazz, con arrangiamenti arricchiti dal flauto di Ivano Fossati che avvicina il gruppo allo stile dei più famosi Jethro Tull di Jan Anderson. La notorietà del gruppo aumenta e l'anno dopo il gruppo partecipa al Festival di Sanremo con il brano "Jesahel" che diventerà un hit con milioni di copie vendute. Dopo molti anni di silenzio, nel 2003 il gruppo si ricongiunge grazie alla spinta di Pino Di Santo. Con un nuovo bassista (Fabio Chighini) ed un nuovo chitarrista – cantante (Roberto Solinas), i Delirium sono tornati alla grandissima con "Vibrazioni Notturne", registrato durante i concerti dell'estate scorsa nel quale presentano alcuni dei loro classici rivitalizzati, un paio di covers dei J.Tull ed una strepitosa versione di "With a little help from my friends".
Risponde alle domande il batterista Pino Di Santo…


 

Andrea:Quali sono i ricordi legati alla nascita dei Delirium? Pino: Fine anni '60, in piena rivoluzione musicale, era in attività un gruppo genovese che percorreva tutta la penisola nelle enormi balere in voga in quel periodo, si chiamavano Sagittari con alle spalle alcuni 45 giri incisi con etichetta TELERECORD.
Rimanendo in tema di 45 giri la facciata B erano i Sagittari la A i Delirium, è curioso ma cambiando nome e incidendo per la FONIT CETRA il primo singolo (CANTO DI OSANNA) all'improvviso arrivò il successo che tanto avevamo rincorso. Andrea:In che cosa vi trovate cambiati rispetto a quegli anni?
Pino: Rispetto agli anni '70 che ci vedevano incostanti e carichi di proteste oggi abbiamo il dono della tolleranza, della pazienza e dell'assoluta stima reciproca.
Andrea:Il mondo della musica è cambiato in peggio o in meglio? Pino: Affermare che la musica sia cambiata è difficile, forse per quel che mi riguarda ritengo che la musica recicli se stessa nel senso che, si mantiene il meglio tendendo a scartare quello che non ci stimola più con il supporto della tecnologia che è stata messa a disposizione e di cui ogni musicista si avvale in dosi assolutamente personali. Andrea: Negli anni 70 c'erano parecchi gruppi, ma credo esistesse anche una maggior voglia di collaborazione.. Pino:Negli anni 70 i gruppi erano in tale quantità che ricordarli tutti è impossibile, essendo in qualche maniera parenti stretti nel senso che tutti partecipavano alla rivoluzione culturale musicale pertanto le sinergie avevano un'unico fine.

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